Bonus Mobili proroga 2021: tutto quello che c’è da sapere

Ne abbiamo parlato tanto nelle scorse settimane ed è una notizia ormai ufficiale: il Bonus Mobili è stato prorogato dal Governo italiano anche per tutto l’anno 2021, con l’importante novità dell’importo massimo detraibile elevato fino a 16.000 euro. 

La legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020, articolo 1, comma 58) ha infatti spostato avanti di 12 mesi la scadenza del bonus per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici: dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021.

Quando facciamo riferimento al Bonus Mobili intendiamo una detrazione Irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e per il 2021 il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione si alza a 16.000 euro (per una spesa massima di 16mila euro, possono quindi essere recuperati 8mila euro in 10 anni).


In questi mesi abbiamo raccolto molte domande, ecco di seguito tutte le nostre risposte. 


Quali sono le condizioni per poter usufruire del Bonus Mobili?

Ci sono specifiche condizioni per poter accedere all’agevolazione fiscale, andiamo per ordine:


1. Il requisito fondamentale è che i mobili ed elettrodomestici acquistati siano nuovi, possono essere in ogni caso destinati a una stanza diversa da quella sottoposta a ristrutturazione.


2. Sono comprese nei costi da detrarre anche le spese di  trasporto e montaggio, purché siano state sostenute con le modalità di pagamento richieste per fruire della detrazione (bonifico, carte di credito o di debito).


3. Per gli elettrodomestici la classe energetica non deve essere inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga). 


4. L'agevolazione spetta anche per gli acquisti effettuati nel 2021, ma potrà essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio 2020Quindi, per poter agevolare l’acquisto di arredi o elettrodomestici eseguito nel 2021, occorre che l’intervento edilizio sia iniziato dal 2020 in poi. Per chi esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto al beneficio più volte. L’importo massimo di spesa va infatti riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.


5. A far fede è la data di avvio del cantiere, non il pagamento delle spese di ristrutturazione. Significa che, per esempio, chi ha ottenuto un’autorizzazione negli ultimi mesi del 2019, ma ha cominciato a pagare i lavori nel 2020, non può comunque fruire del bonus mobili nel 2021. È inoltre fondamentale che gli acquisti dei mobili ed elettrodomestici siano successivi all’inizio dei lavori di ristrutturazione.


Cosa si intende per interventi di ristrutturazione?

Gli interventi di ristrutturazione in un appartamento, mansarda, villetta o villa devono essere di tipo straordinario mentre relativamente ai condomini sono considerati validi interventi di tipo ordinario sulle parti comuni. L’Agenzia delle Entrate specifica che per natura straordinaria si intende:

1. la realizzazione di opere che siano destinate al restauro e risanamento conservativo;

2. la ristrutturazione di un appartamento;

3. la ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Quali mobili ed elettrodomestici rientrano nel Bonus Mobili?

Quando parliamo di mobili facciamo riferimento, per esempio, a letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, mobili per il bagno nonché a materassi e agli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Vi ricordiamo che non rientrano nella detrazione fiscale gli acquisti di porte, di pavimentazioni (per esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

Quando invece facciamo riferimento ai grandi elettrodomestici dobbiamo sempre considerare l’etichetta energetica, tranne per quei casi in cui non è prevista. Rientrano in questa categoria per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici e apparecchi per il condizionamento.


Quali sono le modalità di pagamento e i documenti da conservare?

Le uniche forme di pagamento previste sono i pagamenti con bonifico, carta di debito o credito. Non è consentito invece pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. La detrazione è ammessa anche se i beni sono stati acquistati con un finanziamento a rate. Vi ricordiamo che per pagamenti con carte di credito o di debito, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente.


I documenti da conservare sono:

  1. l’attestazione del pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente);
  2. le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente, insieme all’indicazione della natura, della qualità e della quantità dei beni acquistati, è equivalente alla fattura.

Al momento della dichiarazione dei redditi, occorrerà allegare e conservare la ricevuta del bonifico bancario oppure gli scontrini fiscali in caso di pagamento con carte, oltre alle fatture di acquisto dei mobili ed elettrodomestici. Trattandosi di un bonus che scatta soltanto in caso di interventi di tipo straordinario ed opere di rifacimento di edifici è obbligatorio inoltre essere in possesso della dichiarazione di ristrutturazione, ovvero la comunicazione fatta al Comune in cui è situato l’immobile oppure del titolo abilitativo comunale che attesta la data di inizio lavori.

Nel caso in cui il Comune non preveda il rilascio di un titolo abilitativo, sarà sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.


Ho già richiesto il Bonus Mobili per interventi effettuati in passato, come mi devo comportare?

Nel caso in cui il Bonus Mobili sia già stato richiesto per acquisti effettuati nel 2020 (quando il tetto massimo di spesa era di 10mila euro), può essere richiesto anche per ulteriori acquisti effettuati nel 2021, ma solo per la differenza di importo tra quanto speso nel 2020 e il nuovo limite di 16mila euro previsto per il 2021.

Invece, in caso di nuovi lavori di ristrutturazione o manutenzione straordinaria eseguiti a partire dal 1° gennaio 2020 sulla stessa unità abitativa già oggetto in passato di precedenti interventi edilizi autonomi, si può richiedere nuovamente il bonus mobili beneficiando del tetto di spesa di 16 mila euro, purché i precedenti lavori siano stati dichiarati chiusi.



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